Le nostre Storie

Mariapoli 2024 in Terra Santa

Mariapoli 2024 in Terra Santa 720 405 admin

In più di 100, provenienti soprattutto da Betlemme, Beit Sahour, Beit Jala e Gerusalemme, ma anche con una rappresentanza da Ramallah e dalla Galilea, ci siamo trovati a Talitha Kumi, Beit Jala per un incontro chiamato Mariapoli, ‘città di Maria’, il 6-7 luglio 2024.  Un appuntamento annuale, ma anche frutto del desiderio di rispondere all’invito del Patriarca Pierbattista Pizzaballa di creare spazi di formazione spirituale e umana per le comunità cristiane in Terra Santa, occasioni per trovare strumenti per vivere da persone radicate in Dio e che testimoniano coerentemente la loro fede.

Un incontro simile si era svolto a Nazaret, 2 settimane prima, con la presenza di circa 90 persone.

Il tema dei due giorni, “Testimoni della Fede”, comprendeva approfondimenti su temi legati al dare testimonianza della propria fede nella vita quotidiana, con momenti di riflessione e di preghiera, la S. Messa, condivisione sulla vita della Parola vissuta, workshops, momenti distensivi, e visite a luoghi con importanza storica e religiosa.

Nell’esperienza iniziale di Chiara Lubich e di tutti quanti hanno aderito alla spiritualità del Focolare, tutto è partito dalla scoperta dell’Amore personale di Dio, quella che S. Giovanni Paolo II aveva chiamato “la scintilla ispiratrice” di tutto quanto è poi cresciuto e si è sviluppano nel mondo sotto il nome di ‘Focolare’.

La nostra risposta? (Qual è la nostra risposta all’amore personale di Dio?)  Il Vangelo, “chi mi ama, osserverà la mia Parola” (Gv 14,23), e in modo speciale il Comandamento Nuovo, cuore del Vangelo, che genera la comunità. Ed è proprio la comunità la più bella testimonianza della nostra Fede, “da questo conosceranno che siete miei discepoli, se vi amate l’un l’altro” (Gv 13,35).

E’ stato anche di luce in questi giorni un pensiero ispirato da Natalia, una delle prime compagne di Chiara Lubich, che Margaret Karram, attuale presidente del Focolare, originaria di Haifa, ha donato alle nostre comunità della Terra Santa, durante una video conferenza alcuni mesi fa:

Secondo voi, cos’è più forte: il ferro, la pietra o l’acqua? E’ l’acqua, perché il ferro arrugginisce, la pietra può anche pian piano sbriciolarsi. Invece l’acqua è più forte di tutte le cose. Però l’acqua ha bisogno di anni per poter scavare una roccia. (…) L’acqua è come l’amore. Ci vuole tempo. Non lavora con violenza, come il ferro e la pietra che usano più violenza, l’acqua lavora senza violenza ma impiega tempo. La cosa importante è che non secchi mai quest’acqua nei nostri cuori, ma che ci sia sempre perché, se viene a mancare, si trasforma in deserto. Ma se l’acqua c’è sempre, se l’amore c’è sempre nei nostri cuori, sarà l’amore che vincerà, non il ferro, non la pietra.

La condivisione dei partecipanti, proprio in una situazione così complessa, delicata, dolorosa e impegnativa, ha rafforzato la presa di coscienza della propria identità cristiana, della propria ‘missione’ come strumenti per costruire ponti tra individui, gruppi e popoli.

Le impressioni finali, di chi vi ha partecipato per la prima volta, di chi conosce il Focolare da decenni, dicevano l’impegno rinnovato ad essere testimoni di questo Suo Amore ovunque siamo, generando la Sua presenza tra noi – come Maria… per questo il convegno si chiama Mariapoli, città di Maria – in modo che Gesù possa portare il Suo Amore ovunque…

Lasciando Beit Jala ci siamo presi questo impegno insieme: di amare, di tessere rapporti con tutti, anche con chi è più difficile, sempre rafforzati dall’unione con Lui e dalla preghiera.

 

 

“Testimoni della fede”

“Testimoni della fede” 955 535 admin

 

Luglio 2024 – Il Movimento dei Focolari, movimento cattolico fondato in Italia negli anni quaranta, ha organizzato l’incontro della Mariapoli, cioè “Città di Maria”, con l’obiettivo di incontrare e vivere i valori dell’unità, dell’amore e della pace, e ha risposto all’appello del Patriarca latino di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa. Il tema dell’incontro è stato “Testimoni della Fede” e la creazione di spazi di formazione spirituale e umana per i cristiani locali. L’incontro ha avuto luogo il 6 e 7 luglio presso la scuola Talitha Kumi a Beit Jala.

Marco Desalvo
Comunità dei Focolari – Terra Santa
La missione primaria dei Focolari è essere testimone della presenza di Gesù tra coloro che si vogliono bene, perché dove due o tre si volgiono bene ed uniti nel mio nome, io sarò in mezzo a loro. Per questo l’obiettivo dei Focolari è avere questa presenza nella società come cristiani, e così Gesù stesso è in mezzo a persone che si vogliono e sono testimoni di amore e di speranza, soprattutto in questi tempi difficili che tutti attraversano.

Angelique Rock
Betlemme
Cerchiamo di ritrovarci qui, in comunità, per vivere la parola del Vangelo, per vivere l’idea di unità e di fraternità. Il tema del nostro incontro di quest’anno è “Testimoni della Fede”, come possiamo testimoniare Cristo e vivere l’idea di amarci gli uni gli altri, aiutandoci ad approfondire la Parola del Vangelo e la Parola di Dio, ci aiuta vivere secondo gli insegnamenti del nostro Maestro Gesù Cristo e rende la nostra vita più facile nelle difficili circostanze in cui viviamo.

Nei suoi incontri, il Movimento dei Focolari riunisce centinaia e migliaia di cristiani da tutto il mondo per rafforzare la loro consapevolezza e appartenenza, e per rafforzare il loro ruolo di esseri umani, costruendo ponti tra individui, gruppi e popoli, perché testimoni dell’amore di Gesù Cristo.

Anton Balout
Betlemme
Veniamo qui per vivere il Vangelo nella nostra vita. Viviamo secondo il comandamento che Gesù Cristo ci ha insegnato, il comandamento più grande è amarci gli uni gli altri. Il Vangelo è sempre presente tra noi.Quando non riesco a trovare una soluzione al mio problema e ad ascoltare le esperienze degli altri, nella mia testa si forma una soluzione a quel problema. Siamo tutti una famiglia, i nostri figli incontrano nuovi amici e quando arriviamo e lasciamo la Mariapoli diventiamo persone diverse.

San Paolo apostolo dice: “A me non accada di vantarmi se non nella croce del Signor nostro Gesù Cristo”, e il salmista dice: “fate conoscere le sue opere fra i popol”. Quanta gente ha bisogno di questa chiamata, in un tempo in cui la morte ha mietuto tante vittime e ci si chiede se ce ne saranno altre.

Original post published in cmc-terrasanta.org

 

Chiamati e Inviati

Chiamati e Inviati 1600 1200 admin

Mar. 2024 – “Chiamati e Inviati”: questo il tema che un’ottantina di famiglie, giovani e bambini della Galilea hanno voluto approfondire insieme, il 15-16 marzo, a Tiberiade, sulle rive del lago, proprio quel lago che aveva visto la chiamata e l’invio degli apostoli e la missione pubblica di Gesù.

Questa chiamata è ripetuta a ciascuno oggi: davanti alle sfide sempre più forti, Dio ci chiama alla radicalità del vangelo e a dare la vita per la pace, per il dialogo. “Cosa vuol dire dialogo? – si chiedeva Margaret Karram, nata ad Haifa e oggi Presidente dei Focolari – dialogo dice che io voglio avvicinarmi a te, conoscerti, arricchirmi della tua diversità. La volontà di dialogo dice che apro… braccia, cuore, mente per andare oltre la paura”.

“Chiamati e Inviati”: su questo tema ci si era anche incontrati a Gerusalemme, il 9 marzo, e a Betlemme, il 14 marzo.

Incontri intensi di spiritualità, di colloquio con Dio e di comunione fra tutti, che hanno dato balsamo alle ferite, aperto le anime al perdono, purificato i cuori per saper accogliere l’altro, le sue sofferenze e le sue speranze.

Appuntamenti colmi di gioia e di giochi allegri dei bambini, che hanno fatto superare ogni turbamento e comprendere meglio la realtà della Pasqua ormai vicina e la forza della Risurrezione.

Occasioni per rinsaldare l’amore reciproco fra tutti i partecipanti, sicuri che questa è la testimonianza più vera, che è possibile il dialogo e l’unità fra le persone e i popoli.

Momenti preziosi per poi ricominciare, con rinnovato impegno, a essere insieme testimoni di questa speranza.

Le parole di Desmond Tutu, arcivescovo anglicano e attivista sudafricano, lette durante una riflessione, bene esprimono l’esperienza vissuta: “Se solo potessimo riconoscere la nostra comune umanità, che ci apparteniamo, che i nostri destini sono legati gli uni agli altri, che possiamo essere liberi solo insieme, che possiamo essere umani solo insieme, allora verrebbe un mondo glorioso dove tutti noi possiamo vivere in armonia insieme come membri di una famiglia, la famiglia umana”.

Alcune impressioni:

Fino all’ultimo momento avevo il dubbio se partecipare o no. Ma alla fine mi sono decisa per il sì: era un atto d’amore per mia figlia che lo desiderava tanto. Ringrazio Dio che siamo andate. È stato bellissimo. Sia io che la mia famiglia ci siamo accostati al sacramento della riconciliazione. È stata una grazia l’essere con tutti.

È stato un ritiro molto bello! Avevamo bisogno di allontanarci dal mondo. Ci sentivamo davvero in famiglia. L’atmosfera era molto bella. Grazie di tutto il lavoro! Sarebbe importante farlo più volte: ce n’è bisogno.”

Era importante ritirarci dal mondo in questo tempo duro. Stare insieme con Gesù in mezzo a noi, con la pace fra noi. È stato un incontro con tanto amore fra tutti. Si sentiva il bisogno di prendere forza insieme per uscire e per affrontare le sfide nella vita e nel mondo. Ringraziamo Dio per questa possibilità.”

 

Terra Santa: carismi in comunione per una nuova Pentecoste

Terra Santa: carismi in comunione per una nuova Pentecoste 712 350 admin

Mag. 2023 – Un’occasione unica, per conoscersi, condividere e per riscoprire la bellezza di essere, insieme, testimoni della Risurrezione. È quanto hanno potuto sperimentare i Movimenti ecclesiali e le nuove comunità presenti in Terra Santa nel cammino fatto insieme a partire dalla Pentecoste di un anno fa.

Comunione, partecipazione e missione: sono le tre parole chiave legate al Percorso sinodale avviato nell’ottobre del 2021. Papa Francesco, proprio inaugurando questo cammino, ha invitato la Chiesa Universale ad essere Chiesa dell’ascolto, della vicinanza ed è proprio in questo contesto, nello specifico nella fase locale del Sinodo, che i Movimenti ecclesiali e le nuove comunità presenti in Terra Santa, su invito del Patriarca dei latini di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, hanno trovato il modo di ascoltarsi, incontrarsi, lavorando in comunione per la realizzazione della Veglia di Pentecoste 2022. Un’occasione speciale in cui ciascuno ha sperimentato la gioia di sentirsi un solo corpo nella Chiesa, animato e rinvigorito dal soffio dello Spirito Santo. Nel contesto sociopolitico e culturale della Terra Santa, la possibilità di generare “unità”, imparare dal carisma dell’altro e mettere il proprio a servizio di tutti.

“Credo che la prima cosa da fare per sentirsi un unico corpo – ha affermato Mons. Pierbattista Pizzaballa – sia parlare, comunicare, ascoltare soprattutto. Ascoltare non significa soltanto udire, significa cercare di mettersi, in attesa dell’altro, dove l’altro diventa il soggetto, non io il soggetto, ma l’altro”.

La Pentecoste inaugura il tempo della Chiesa che, nel suo pellegrinaggio incontro al Signore, riceve costantemente dallo Lui lo Spirito, lo stesso che la raduna nella fede e nella carità, la santifica e la manda in missione.

In occasione della Pentecoste 2023 condividiamo il racconto di questa esperienza di comunione.

Maria Grazia Berretta
Original post published in www.focolare.org

 

 

Da Betlemme lezioni di futuro

Da Betlemme lezioni di futuro 1132 703 admin

Ott. 2022 – Questa è una delle pagine del diario di Irene, una giovanissima redattrice di Teens, rivista del gruppo Città Nuova, fatta dai ragazzi per i ragazzi. Attraverso i suoi occhi e le sue parole il racconto di un viaggio in una terra segnata dalle divisioni e l’incontro con il progetto “Armonia tra i popoli”, che grazie all’arte e la danza diffonde bellezza e speranza alle nuove generazioni di Betlemme.